Un "passo decisivo" e "storico", lo ha definito il ministro per gli affari regionali Roberto Calderoli.
Certamente il giorno che la Lega attendeva da anni: il Consiglio dei ministri ha dato il via libera agli schemi di intesa preliminare sull'Autonomia tra governo e Regioni Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto. Ovvero l'avvio formale dell'iter per il trasferimento di nuove competenze: "Per la prima volta c'è un passaggio ufficiale per l'attuazione concreta dell'Autonomia", ha affermato Calderoli, 'padre della riforma'. "Un traguardo storico per il regionalismo - aggiunge - Ora inizia ufficialmente il cammino".
In passato si erano viste pre-intese, come nel 2018, e iniziative di altre Regioni, ma mai l'approvazione in Cdm di uno schema preliminare, come spiegato sul sito ufficiale del ministero. Dal fronte leghista, il vicepremier Matteo Salvini ha parlato di "passo in avanti fondamentale" e di "promessa mantenuta". Sulla stessa linea i capigruppo Massimiliano Romeo e Riccardo Molinari, che hanno definito quello in Cdm "un passaggio storico verso la rivoluzione istituzionale". Il centrodestra ha voluto sottolineare la valenza della giornata anche con un gesto simbolico: la presenza dei 4 presidenti delle Regioni, tutti dello schieramento al governo e tutti del nord, al Consiglio dei ministri. Il governatore veneto Alberto Stefani, ha insistito sull'idea di responsabilità e rispedito al mittente il connubio dell'accelerazione con il caso Vannacci, poiché si tratta di una "battaglia storica" dei leghisti, precisando che la differenza per i suoi cittadini sarà ragguardevole in termini di risorse: Per il Veneto potrà infatti tradursi "in circa 300 milioni di euro in più". A difendere la riforma anche Attilio Fontana, ribadendo quanto sull'Autonomia si sia fatto "un racconto mistificato".









