L'ennesima Caporetto dell'Italia del calcio, fuori dai mondiali per la terza volta di seguito, pretende almeno un colpevole da dare in pasto al popolo inferocito. Eppure né il lancio di uova a via Allegri né soprattutto il pressing della politica e del governo spingono ancora Gabriele Gravina a fare un passo indietro. Ieri il presidente della Figc ha vissuto tutta la giornata al telefono, ha ribadito di voler andare avanti, ma in realtà l’incontro informale di questo pomeriggio alle 14.30 con le componenti (prima di un eventuale consiglio federale dopo Pasqua) potrebbe già rivelarsi l’ultimo atto prima dell’abbandono. Non è da escludere l’annuncio di voler restare in sella sino alle nuove elezioni a luglio (in cui non si ricandiderebbe) con quelle dimissioni anticipate, invocate a gran voce dal ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, dopo un incontro a Palazzo Chigi con la premier Meloni all'indomani del flop azzurro: «Quando per tre edizioni non ti qualifichi per il mondiale, è evidente che il calcio italiano vada rifondato e che questo processo debba ripartire da un rinnovamento dei vertici della Figc. Mi aspettavo una risposta più centrata da Gravina, come arrivò da Abete o dal compianto Tavecchio, invece dello scaricabarile sulle istituzioni. Rispetto l'autonomia, ma se un sistema sportivo o una singola federazione non ha la capacità di fare un profondo esame di coscienza e un'assunzione di responsabilità nei suoi ruoli apicali, mi trovo costretto a prendere delle decisioni insieme al Parlamento».
Gravina alla resa dei conti. Abodi: «Deve dimettersi». Anche Meloni irritata, avanza il nome di Malagò
L'ennesima Caporetto dell'Italia del calcio, fuori dai mondiali per la terza volta di seguito, pretende almeno un colpevole da dare in pasto al popolo inferocito. Eppure né il...










