Il prezzo del petrolio è schizzato alle stelle e gli indici azionari sono crollati dopo che il presidente Donald Trump, nel discorso alla nazione di mercoledì sera, non ha detto chiaramente quando intende porre fine alla guerra in Iran. Gli investitori, che speravano in segnali più chiari di una de-escalation del conflitto, insieme a piani concreti per ripristinare il flusso di petrolio e gas nella regione, sono rimasti delusi.
Il greggio West Texas Intermediate (Wti) – il benchmark di riferimento per gli Stati Uniti – è schizzato a 113 dollari al barile per le consegne previste a maggio, registrando un rialzo di circa il 13 per cento. Martedì, il prezzo si era attestato a 100,12 dollari. Il greggio Brent, benchmark globale per il petrolio, è balzato a 109 dollari al barile per le consegne di giugno, con un incremento dell’8 per cento. Martedì, il prezzo di chiusura si era fissato a 101,16 dollari. I prezzi della benzina negli Stati Uniti sono saliti nuovamente, raggiungendo una media nazionale di 4,08 dollari al gallone. Il costo per gli automobilisti è aumentato del 37% dall’inizio della guerra. I prezzi del diesel sono aumentati ancora più rapidamente, salendo oggi a 5,51 dollari, con un incremento del 47%.












