Un risveglio da incubo per la Puglia, in particolare per buona parte della provincia di Foggia. L'allerta rossa della Protezione civile valida già dalle 14 di ieri sta mettendo in ginocchio il nord della Puglia, sia per la difficoltà dei colleamenti con strade e linee ferroviarie inondate dall’acqua, sia per le esondazioni di fiumi, torrenti e dighe. La diga di Occhito, al confine tra Puglia e Molise, è passata da 107 milioni di metri cubi ai 176.460.920 di stamattina. "Se dovesse continuare a piovere così per altri due giorni - ha detto timoroso il sindaco di Carlantino, Graziano Coscia - potrebbe esserci la piena".
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La diga
La situazione della diga di Occhito è monitorata da ieri costantemente dai tavoli tecnici che si stanno svolgendo in prefettura ed è in uno stato di preallerta per rischio idraulico. "Siamo quasi del tutto isolati come paese - ha continuato il primo cittadino - C'è un'importante frana lungo la provinciale che collega il nostro comune alla parte pugliese, quindi a valle del Foggiano. Per ora è attivo un unico senso di marcia, ma presto con le piogge battenti la situazione potrebbe ulteriormente peggiorare. Chiuso il tratto della provinciale per Celenza Valfortore, comune a pochi chilometri di distanza. C'è una frana in pieno centro abitato, già segnalata un mese fa e che ha richiesto lo sgombero di due famiglie, per la quale sono in corso dei lavori, ma che si sta allargando a causa delle piogge. Ci sono allagamenti in case, scantinati e box. Parte della cittadinanza ieri è stata senza corrente elettrica per qualche ora e disagi si sono registrati sulla rete della fibra ottica. Una situazione preoccupante per il mio comune".














