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Tra promesse di vittoria imminente, tensioni con gli alleati e timori per la crisi energetica globale, la strategia di Donald Trump sull’Iran resta incerta e sotto crescente pressione interna e internazionale
Nessuna previsione apocalittica sull’eventuale abbandono del Patto Atlantico si è concretizzata nella notte, nel primo discorso alla nazione di Donald Trump dall’inizio del conflitto con l’Iran. Il presidente ha delineato una narrativa ottimistica: la guerra sarebbe “vicina alla conclusione”, con un possibile termine entro due o tre settimane. Una previsione che arriva mentre aumentano le tensioni, i timori per la stabilità energetica globale e lo scetticismo dell’opinione pubblica americana.
Trump ha cercato di rassicurare il Paese presentando l’intervento militare come un investimento strategico di breve durata rispetto ai conflitti del passato. Tuttavia, le sue dichiarazioni — tra promesse di escalation e aperture diplomatiche — evidenziano una linea politica ancora incerta, mentre l’Iran smentisce qualsiasi richiesta di cessate-il-fuoco e la comunità internazionale osserva con crescente preoccupazione.






