Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
Ultimo aggiornamento: 6:00
Continua da qui
Il caso Epstein e l’iceberg che nessuno vede. Riassunto delle puntate precedenti: il finanziere pedofilo Jeffrey Epstein era il galoppino di una rete di potere i cui protagonisti praticavano crimini sessuali su minori: delitti impuniti nonostante le denunce delle vittime e le inchieste giornalistiche. Per capire come sia potuto accadere occorre prendere una pillola rossa: l’inchiesta pubblicata nel 2019 dalla giornalista Whitney Webb.
Ronald Lauder e le connessioni politiche. Ronald Lauder, altro membro sionista del Mega Group, è l’erede del marchio Estée Lauder. Entrò al Pentagono come vice-segretario aggiunto alla Difesa (amministrazione Reagan); amico di Cohn, Trump e Netanyahu (era presidente del World Jewish Congress e finanziava il Likud), Lauder organizzò la cena dell’organizzazione sionista Usa B’nai B’rith in onore di Cohn: presidenti onorari di quel convito erano Murdoch, Trump e Alan Greenberg, tutti e tre connessi a Epstein. Morto Cohn, Lauder lasciò il Pentagono e diventò ambasciatore in Austria, dove cercò di manipolare le elezioni del 2012. Secondo la Webb fu lui a procurare a Epstein il passaporto austriaco che Epstein non era qualificato a ottenere. Lauder creò nell’Europa dell’Est il network tv Central European Media Enterprise (Cme) insieme con Mark Palmer, assistente di Kissinger e fondatore del National Endowment for Democracy (Ned), un proxy della Cia.






