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Ultimo aggiornamento: 18:59

Il mercato dell’auto italiano chiude marzo con un segno positivo che, tuttavia, ha le sembianze di una corsa contro il tempo. Le immatricolazioni crescono del 7,6%, arrivando a 185.367 unità, mentre il primo trimestre del 2026 si attesta a 484.802 vetture, in aumento del 9,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Numeri che a prima vista racconterebbero una ripresa, che tuttavia è in parte sostenuta da una spinta artificiale destinata a esaurirsi.

Dietro questo risultato c’è infatti ancora l’effetto della coda degli incentivi all’elettrico prenotati a fine 2025. Un’onda lunga che ha sostenuto il mercato negli ultimi mesi, portando la quota delle elettriche dall’8,6% di marzo fino ai picchi di oltre l’11% registrati a fine anno. Una dinamica evidente: senza incentivi, la domanda resta fragile. E lo dimostra il fatto che, nonostante il recupero, i volumi restano inferiori di quasi il 10% rispetto al periodo pre-pandemia.

Marzo, poi, non è stato solo il mese degli incentivi, ma anche quello delle strategie di fine trimestre. “Le immatricolazioni salgono sotto la spinta delle auto-immatricolazioni (le famigerate km zero, ndr) dei dealer”, ha spiegato Massimo Artusi, presidente di Federauto, sottolineando come il risultato sia stato sostenuto anche dalla necessità di chiudere i bilanci e dal contributo di un giorno lavorativo in più. Negli ultimi tre giorni del mese si è concentrato oltre un terzo delle targhe: un’accelerazione che racconta bene la tensione commerciale di queste settimane.