MILANO – Il peggio, quanto a conseguenze legate al caro energia, deve ancora venire. Parola del direttore dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Fatih Birol secondo cui Le interruzioni dell’offerta di petrolio dal Medio Oriente aumenteranno ad aprile e colpiranno l’Europa, poiché le forniture si riducono a causa della chiusura dello Stretto di Hormuz.

“La perdita di petrolio ad aprile sarà il doppio rispetto a quella di marzo, oltre alla perdita di GNL… Il problema principale oggi è la carenza di carburante per aerei (jet fuel) e diesel. Lo stiamo già vedendo in Asia, ma presto, credo ad aprile o maggio, arriverà anche in Europa”, ha detto Birol in un podcast con Nicolai Tangen, responsabile del fondo sovrano norvegese.

Delle possibili conseguenze negative per l’aviazione ha parlato anche l’amministratore delegato di Ryanair Michael O’Leary. "Confidiamo che la guerra finisca prima di allora e che i rischi per l'approvvigionamento scompaiano", ha detto il dirigente alla rete britannica 'Sky News' sottolineando che la compagnia è "ragionevolmente ben coperta" poichP ha acquistato in anticipo circa l'80% del proprio carburante fino a marzo 2027 al prezzo di 67 dollari al barile. A suo avviso, se il conflitto dovesse concludersi e lo Stretto di Hormuz venisse riaperto "a metà aprile, allora non ci sarebbero rischi" per l'approvvigionamento di carburante per l'aviazione. Tuttavia, se la guerra dovesse continuare "e l'interruzione dell'approvvigionamento persistere", le compagnie aeree ritengono che circa il 10, 20 o 25% delle "forniture potrebbero essere interessate nei mesi di maggio e giugno", quindi con una riduzione dell’offerta di voli.