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Giallo sul delitto: l’analisi balistica sul proiettile non rileva legami con il fucile impugnato dal presunto assassino
C'è una nuova svolta sull'assassinio dell'attivista conservatore Charlie Kirk, ucciso il 10 settembre durante un evento nel campus della Utah Valley University. Dopo la sua morte, diversi esponenti della destra Usa hanno sollevato dubbi sulla versione ufficiale, a partire dall'ex capo stratega della Casa Bianca Steve Bannon, il quale disse che "sembra tutta una sceneggiatura, dobbiamo andare fino in fondo". Ora il mistero si infittisce dopo che l'analisi balistica federale sul proiettile che ha provocato il decesso non rileva alcun legame conclusivo con il fucile rinvenuto sulla scena del crimine. Gli avvocati di Tyler Robinson, accusato dell'omicidio, hanno chiesto di rinviare l'udienza preliminare prevista a maggio per esaminare nuove prove, tra cui i risultati del Bureau of Alcohol, Tobacco, Firearms and Explosive, che non collegano in modo definitivo un frammento di proiettile all'arma, come riporta il Guardian.







