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Dopo l’arresto emergono mille teorie e speculazioni ma al momento le indagini ufficiali parlano piuttosto di radicalizzazione individuale e immersione nella cultura online

L’assassinio di Charlie Kirk ha scosso gli Stati Uniti e alimentato nuove tensioni sul fronte della violenza politica. L’arresto del giovane killer, avvenuto dopo una caccia all’uomo durata oltre 30 ore, ha aperto interrogativi sulle dinamiche della radicalizzazione online e sul fragile equilibrio del dibattito politico americano.

Tyler Robinson, l'assassino 22enne, è cresciuto in un sobborgo tranquillo dello Utah meridionale, in una famiglia repubblicana praticante della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni. I vicini lo descrivono come un ragazzo riservato, intelligente, capace di buoni risultati scolastici e appassionato di videogiochi. Sui social, la madre celebrava con orgoglio i suoi successi: dal 4.0 di media alle scuole medie, a un punteggio ACT altissimo, fino alla borsa di studio da 32.000 dollari ottenuta alla Utah State University. Il futuro sembrava tracciato, ma Robinson aveva mollato l’università dopo un solo semestre, iscrivendosi in seguito a un programma tecnico per elettricisti al Dixie Technical College di St. George.