VENEZIA - Il Patriarcato è pronto ad avviare una causa civile e canonica, per difendere la permanenza dell'elementare Diedo negli spazi del complesso Canal Marovich. Ieri gli uffici patriarcali lo hanno comunicato, in una lettera dai toni decisamente duri, all'Istituto delle Suore della Riparazione di Milano, che come proprietario del complesso non hanno rinnovato l'affitto al Comune per la scuola, intenzionate invece a vendere. Operazione che - a detta del Patriarcato - andrebbe contro le clausole che regolano, fin dalla fine dell'800, l'uso della proprietà solo "a vantaggio" di Venezia. Di qui l'intimazione alle suore di rispettare queste regole, con l'avvertimento che, in caso di rifiuto, il Patriarcato andrà a far valere le sue ragioni davanti ai fori civili ed ecclesiali.
È l'ultima puntata di una vicenda che si trascina ormai da mesi, con il rischio che la scuola debba essere trasferita. Di qui la mobilitazione dei genitori dei circa 80 alunni. Per il mantenimento della Diedo nella sua sede, si è da sempre dichiarato il Comune, pronto ad esercitare il diritto di prelazione. Il sospetto, espresso anche dall'assessore al patrimonio Paola Mar, è quello che le suore si siano affidate a dei consulenti che punterebbero solo a speculare sull'affare. In questo quadro complesso, già a febbraio il patriarca, Francesco Moraglia, interpellato dal consigliere comunale, Giovanni Andrea Martini, aveva fatto sapere di aver attivato «i propri consulenti per valutare i profili storici e giuridici» per «esercitare ogni azione utile alla tutela dei propri diritti e dell'uso educativo» di quello spazio.







