Un tribunale dopo la fine del mondo. Non c’è più la Terra, non c’è più un ordine. Restano anime e una domanda: chi è responsabile? Dio e il Diavolo vengono chiamati a rispondere, ma a presentarsi è solo Lucifero. E il diavolo prende la parola. Da qui prende avvio Apologia-Biografia del Diavolo (edito da GPM Edizioni), romanzo della scrittrice Myriam Caroleo Grimaldi, che nella vita è anche avvocatessa, costruito come una lunga deposizione, una voce che si distende tra difesa e confessione.
Lucifero racconta la creazione, il rapporto con l’uomo, la ribellione, fino all’Apocalisse. Ma soprattutto prova a riscrivere il suo ruolo.La narrazione ha un ritmo teso, quasi da interrogatorio. Non ci sono pause decorative, ogni passaggio aggiunge un elemento, sposta il punto di vista. Si legge con una certa urgenza, perché il racconto procede per scarti e rivelazioni, senza mai adagiarsi.Il nodo centrale è il dubbio. Non come debolezza, ma come evento decisivo. Il momento in cui l’uomo smette di credere in modo automatico e si incrina. Nel romanzo questo dubbio nasce dentro la Chiesa stessa e diventa una sorta di secondo peccato originale. Da lì deriva la perdita di orientamento dell’umanità, fino alla fine.








