Roma, 31 mar. (askanews) – L’Italia ha negato l’uso della base militare di Sigonella agli Stati Uniti. L’episodio risale a qualche giorno fa. E’ il capo di Stato Maggiore della Difesa Luciano Portolano a richiamare l’attenzione del ministro Guido Crosetto, dopo avere ricevuto un briefing dell’Aeronautica militare. Alcuni aerei statunitensi sono in volo verso la Sicilia, intendono fare scalo nella base americana, per poi proseguire verso il Medio Oriente. Non sono voli logistici o tali da essere compresi nel trattato firmato tra i due Paesi. E non è stata richiesta alcuna autorizzazione. I vertici militari italiani non sono stati consultati e il piano è stato comunicato mentre gli aerei erano già in volo. Tanto basta. Crosetto dice no. Gli aerei americani non possono atterrare.

Lo stesso ministro, giorni fa in Parlamento, aveva dichiarato che ogni operazione non compresa nei trattati e che dunque avrebbe richiesto una precisa autorizzazione, sarebbe passata dalle Camere. Insomma, Crosetto non avrebbe potuto prendere decisione diversa. Il ministro ha demandato a Portolano il compito di informare gli americani. E il capo di Stato Maggiore ha sentito il Comando Usa per riferire quanto stabilito: gli aerei Usa non potevano atterrare a Sigonella perché non erano stati autorizzati e perché non c’era stata alcuna consultazione preventiva. Vicenda chiusa e nessuna crisi diplomatica. “Non c’è alcun raffreddamento o tensione con gli Usa, perché conoscono le regole che disciplinano dal 1954 la loro presenza in Italia bene come le conosciamo noi”, ha chiarito Crosetto in un messaggio su X.