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31 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 16:46

Crolla il numero di ispettori Inps e il Consiglio di indirizzo e vigilanza (Civ) dell’Istituto accusa il governo di aver sbloccato con grosso ritardo le assunzioni previste ben due anni fa. Meno controlli, quindi meno possibilità di recuperare contributi evasi dalle aziende. Ma non è tutto, l’organo presieduto dal sindacalista Roberto Ghiselli ha segnalato una serie di altri problemi irrisolti nell’Inps: la carenza generale di personale, non solo ispettivo, poi i tempi troppo lenti di liquidazione del trattamento di fine rapporto per i dipendenti pubblici, sebbene in miglioramento, e poi i crediti inesigibili, per i quali viene suggerita una nuova regolamentazione, per evitare che falsino il patrimonio dell’istituto.

Se da un lato la relazione del Civ presenta qualche passo in avanti sui tempi di accoglimento delle domande di pensione, dall’altro mostra come una serie di questioni relative al funzionamento dell’Inps restino incagliate, o addirittura peggiorino. Il caso dei controlli sulle aziende è l’esempio più evidente. Qualche numero: in quattro anni gli ispettori sono passati da 884 a 736. Quindi nello stesso periodo le ispezioni sono scese da 10.576 a 8.311. Addirittura si sono dimezzati i “verbali di solidarietà contributiva”. Si tratta di quegli atti che l’Inps invia al committente per far sì che risponda della violazione da parte di una ditta che opera in appalto, attraverso il meccanismo della responsabilità solidale. Erano 2.014 quattro anni fa, ora sono diventate 1.203. Un crollo in parte compensato dal fatto che l’Istituto si è concentrato sulle grandi aziende e quindi è cresciuto il valore dei verbali.