Svolta nel caso delle due donne, mamma e figlia, morte subito dopo Natale all’ospedale Cardarelli di Campobasso in seguito ad una sospetta intossicazione alimentare. C’è un nuovo fascicolo di indagine, al momento contro ignoti, per duplice omicidio premeditato. Lo si apprende da fonti qualificate. Sara Di Vita, 15 anni, e sua mamma Antonella Di Jelsi, 50 anni, sarebbero state avvelenate nella loro casa di Pietracatella, un piccolo comune molisano di poco meno di 1.200 abitanti, con la ricina, una potente citotossina naturale in gradodi causare morte cellulare bloccando l'attività di sintesi proteica dei ribosomi. Tracce del veleno sono state trovate durante gli esami effettuati sul sangue, sia in Italia che all'estero.

Madre e figlia morte dopo un pasto a Campobasso: "Quadri clinici collassati in poche ore"

Anche il padre della 15enne avrebbe infatti accusato dei malori, ma meno gravi ed è stato in seguito dimesso. Altri componenti della famiglia di Pietracatella si erano recati per due volte al pronto soccorso dell'ospedale Cardarelli di Campobasso ed erano stati poi subito dimessi con la diagnosi di intossicazione alimentare. La donna, Antonella Di Ielsi, di Pietracatella, lavorava con il marito commercialista, Gianni Di Vita, 55 anni, che è stato in passato a lungo sindaco del paese La figlia, Sara Di Vita, frequentava il liceo Classico nel capoluogo molisano.