Il 'Guernica', il capolavoro di Pablo Picasso icona della denuncia radicale della distruzione della guerra, torna al centro di uno scontro politico, divenuto un 'affare di Stato' in Spagna, nel dibattito che intreccia memoria, identità e tutela del patrimonio.
All'origine, la richiesta del lehendakari, il governatore del Paese Basco, Imanol Pradales, di ottenere in prestito il dipinto, perché sia esposto al Museo Guggenheim di Bilbao, tra il prossimo ottobre e giugno 2027, in occasione degli anniversari legati ai bombardamenti di Guernika del 1937 e del 904mo anniversario del primo governo basco.
Un gesto, nelle intenzioni di Vitoria, dal forte valore storico e politico in segno di "riparazione simbolica" per il popolo basco. Ma anche "un messaggio al mondo" con il trasferimento nella città che fu vittima del primo bombardamento di massa sulla popolazione civile.
Tuttavia il Museo Reina Sofia di Madrid, dove l'opera è conservata, respinge ogni ipotesi di prestito e di trasferimento per i rischi legati alla fragilità della tela. Una posizione condivisa dal governo di Pedro Sanchez, che invita a mantenere la decisione su basi tecniche.
Il governo basco ha fatto della causa una questione di Stato, dopo i ripetuti rifiuti ricevuti da parte del ministero di Cultura. "Sarebbe un grave errore politico chiudere la osta a questa questione", aveva ammonito la scorsa settimana Imanol Pradales al premier Pedro Sanchez, in un incontro alla Moncloa.









