Un’icona, l’opera d’arte che più di tutte rappresenta l’orrore e l’assurdità di qualsiasi guerra. Ma Guernica di Picasso – 3,49 metri per 7,76 metri su lino e iuta, il capolavoro del Reina Sofía di Madrid – è anche un quadro fortemente politico. Che adesso finisce al centro di una contesa. Il governo basco lo reclama per nove mesi: vuole esporlo al Guggenheim di Bilbao, da ottobre 2026 a giugno 2027. Una «riparazione simbolica» in occasione del 90° anniversario del primo governo basco e del bombardamento di Guernica, Gernika in basco.

L’incredibile storia dell’opera di Picasso che nessuno vede perché è nascosta in Iran

di Irene Maria Scalise

22 Marzo 2026

Ma Madrid dice di no. Il Reina Sofía non ha mai acconsentito a un prestito, nemmeno quando a chiederlo è stato nel 2000 il MoMA di New York. «La grande icona del nostro museo deve rimanere, senza eccezioni, al di fuori della politica di prestiti dell’istituzione», si legge in un rapporto del museo citato da El País. «Dal punto di vista tecnico si ritiene categoricamente inopportuno accogliere la richiesta». Il caso è tutt’altro che chiuso, come racconta il quotidiano spagnolo. Per i Paesi Baschi ottenere il prestito è una questione di Stato. Venerdì scorso il lehendakari, il presidente del governo autonomo basco Imanol Pradales, ha incontrato il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez a La Moncloa e ha alzato il tiro: «Mi sembrerebbe un grave errore politico chiudere la porta a questa questione».