Come si "può seriamente pensare" di andare per circa "sette anni" in un "luogo per tre volte alla settimana" e di non vedere "nulla, e soprattutto le immagini degli alloggi, il cartello con l'orario di lavoro, le condizioni igieniche terrificanti". Quello che "è accaduto è che il caporale cinese ha reclutato manodopera cinese spesso priva di permesso di soggiorno", che poi "è stata utilizzata dai brand" e quegli "opifici cinesi pertanto non fanno parte" di aziende diverse da quelle "facenti capo ai brand della moda". Lo scrivono i pm di Milano Paolo Storari e Daniela Bartolucci nell'atto d'appello depositato al Riesame contro il provvedimento del gip Roberto Crepaldi che, nei giorni scorsi, ha rigettato la richiesta della Procura di sottoporre a controllo giudiziario Dama, società del marchio Paul&Shark, e la Alberto Aspesi &C, accusate dagli inquirenti di concorrere dolosamente nello sfruttamento dei lavoratori impiegati da un laboratorio gestito da cinesi, a cui è stata subappaltata la produzione di alcuni capi di abbigliamento.
Per il giudice, "non sussistono i presupposti" del provvedimento richiesto. E "non può ritenersi provato (...) che i due indagati", l'ad Andrea Dini, cognato del governatore lombardo Attilio Fontana, e Francesco Umile Chiappetta, "abbiano concorso" nel reato. Una tesi che i pm puntano a ribaltare, chiedendo al Riesame di disporre il controllo giudiziario, con l'impugnazione di nove pagine in cui mettono in fila gli atti di indagine che dimostrano, a loro dire, "l'utilizzo concreto dei lavoratori in condizioni di sfruttamento" da parte di Dini e Chiappetta. Gli opifici cinesi, secondo i pm, "sono totalmente compenetrati nell'attività produttiva dei brand da costituire una sorta di 'reparto produttivo', 'azienda distaccata'". Deve spettare, dunque, ad un amministratore giudiziario, per la Procura, "regolarizzare i lavoratori cinesi instaurando regolari rapporti di lavoro con i brand". Secondo i pm, poi, "il gip non ha letto quanto riportato" in un'integrazione della richiesta in merito ad una perquisizione effettuata.






