"Non si è incrementata la quota": questa la risposta che, nel corso della presentazione questa mattina a Roma della Relazione annuale della Banca d'Italia, è stata data all'ANSA alla domanda su un eventuale accrescimento delle azioni detenute dalle Casse di previdenza private dei professionisti.
Il capitale in mano agli 11 Enti pensionistici che hanno investito nel capitale dell'Istituto di via Nazionale rimane, dunque, pari al 24,53% complessivo.
Nel dettaglio le quote, invariate rispetto al dato reso noto nel 2025, sono così distribuite: Cassa forense (avvocati), Enpam (medici e odontoiatri) e Inarcassa (ingegneri e architetti) hanno il 4,933%, Cdc (Cassa dottori commercialisti) il 3,666%, Enpaia (addetti e impiegati in agricoltura) l'1,96%, Eppi (periti industriali) l'1,333%, Enpacl (consulenti del lavoro) l'1,2%, Cnpr (ragionieri) lo 0,706%, Enpapi (infermieri) lo 0,533%, Enpab (biologi) lo 0,2% e Enpap (psicologi) lo 0,133%.
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