Mentre scende le scale del ristorante Velavevodetto di Testaccio, Giusy Valeri non sta nella pelle.

Vuole rivedere il posto dove per cinque anni ha recitato, libera, i suoi personaggi, fatto ridere i romani, anche se - dice - "c'erano giusto due tavoli" e "non c'avevamo una lira". Questa visita (nel contesto di una festicciola tra amici e familiari) è il suo regalo per gli 87 anni, tappa a cui arriva con una scintillante tutina in paillettes argentate e, nonostante gli acciacchi, con il solito spirito comico e splendidamente autoironico.

Il cabaret di una volta, che andava avanti con la formula spettacolo più cena (e il sabato doppio show), non c'è più da tempo, e così nello spazio sotterraneo dietro il Monte de' cocci non si riconosce l'aspetto originario del locale romano. Lei però lo fa vedere a parole e gesti: "Qui c'erano i camerini", e indica il fondo della sala, dietro l'ultima arcata che incornicia una quinta naturale, "mentre da questo lato c'era un piccolo palco con davanti i tavoli".

Valeri ha iniziato la sua carriera a soli 16 anni, apparendo anche nella 'Dolce vita' di Federico Fellini, ma è sul palcoscenico che ha sempre dato il meglio di sé, diventando icona di romanità verace nei suoi quindici anni al Puff con Lando Fiorini. Quando si stancò di quell'avventura, creò la propria compagnia, con un discreto successo. Tra le ragioni del cambiamento pure qualche screzio con il compagno di scena, legato sia a questioni economiche che alle "invidie".