Don Luigi Ciotti ha ricevuto il sigillo civico della città di Torino. E, dal cuore della Sala Rossa di Palazzo Civico, ringrazia la sua città iniziando con queste parole: «Vi confesso che provo molto imbarazzo. Ma ho la certezza che voi non diate questo riconoscimento a Don Luigi Ciotti, ma a tutti quelli che hanno lavorato con me. Ho sempre creduto sia con il noi che si vince».

La dedica ai “maranza”

Il sigillo civico lo dedica ai «ragazzi di seconda generazione, ai tanti adolescenti che arrivano a Torino da lontano. Arrivano disorientati, a volte etichettati, e affrontano un percorso di fatica». C’è chi gli chiede se la dedica sia per i «maranza»: «Sì, questo sigillo vorrei dedicarlo proprio a loro, anche a loro. Ai tanti altri che oggi si sentono torinesi soltanto a metà». «Ringrazio io questa città - conclude - perché mi ha adottato e le voglio molto bene».

Sul caso Delmastro

A margine, a fine cerimonia, commenta anche il caso Delmastro: «Quello che è accaduto mi crea tanta sofferenza per la democrazia del nostro Paese, viene un po’ inquinata». E chiede alle istituzioni «di assumersi le loro responsabilità, ma anche noi cittadini dobbiamo farlo. Ci sono troppi cittadini a intermittenza».