"Grazie a Lei, signor sindaco, per aver proposto al Consiglio comunale questo supremo riconoscimento della città di Bologna. Un privilegio questa attenzione da parte del primo cittadino, che sperimenta tutta la nobiltà e la bellezza ma anche la fatica e la solitudine del ruolo.

Un grazie che va esteso ai Consiglieri comunali tutti: il loro sentire unanime mi gratifica, mi conforta e mi responsabilizza, e rinvia la mia memoria agli anni trascorsi a Palazzo d’Accursio, per ben tre mandati (dal 1990 al 2004), sui banchi della sinistra: banchi nei quali si è chiamati a interpretare appieno la parola “Comune”: parola alta e impegnativa che, proprio nel suo significato orinario (che combina cum e munus) richiama la responsabilità di condividere e confrontare la funzione, il compito, il dono di eletto. Il Comune “tiene assieme” tutti.

E grazie a quanti mi hanno consentito di arrivare fin qui: alla famiglia di origine, dove ho avuto maestri senza cattedra, ai tanti fratelli maggiori incontrati all’università, nella chiesa, nei mondi della politica, della cultura, dello sport, ai quali sono rimasto fedele e affezionato.

Dovrei ricordarli per nome a uno a uno, tutti coloro che mi hanno aiutato e formato, come fa Marco Aurelio in quell’elenco esemplare e commovente: nonno, padre, madre, bisnonno, precettore, maestri, parenti, amici e bravi servitori.