L'Italia, 32 anni fa, venne salvata da Silvio Berlusconi, il quale la mise al riparo dal cannibalismo statalista e giustizialista che la sinistra, in quel momento, stava portando avanti. Mani pulite e poi l’offerta politica comunistoide sembravano generare un Paese nuovo, caratterizzato dalle manette facili, dall’invidia sociale e dall’odio verso politici e imprenditori. Gli italiani non avevano alternative, se non quella di scegliere coloro che, da eredi del Partito Comunista, sembravano uscire meglio dagli scandali giudiziari, pur essendo parte integrante di quel sistema «irregolare», come disse Craxi, che la gente aveva finito per disprezzare.