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Ultimo aggiornamento: 6:25
Si sono dati la zappa sui piedi. Ovvero, per dirla in modo più raffinato col compagno Mao Zedong, hanno sollevato una grossa pietra e se la sono fatta cadere sugli stessi. La grande vittoria popolare del NO al referendum non ha solo dimostrato l’attaccamento della maggior parte del popolo italiano, ma soprattutto dei giovani, alla Costituzione della Repubblica fondata sul lavoro e sulla pace. Non ha solo respinto l’attacco all’indipendenza della magistratura, pilastro dello Stato di diritto e dell’equilibrio costituzionale tra i poteri dello Stato.
Ha anche posto le premesse, ed anche e soprattutto per questo si caratterizza come una storica vittoria, per la destabilizzazione del campo della reazione, del potere mummificato asservito ai guerrafondai statunitensi e al genocida Netanyahu, che continua imperterrito a imbrogliare e sfruttare il popolo italiano per farsi gli affari propri nel modo più indecente e smaccato.
Le dimissioni dei vari loschi personaggi c che registriamo con soddisfazione a soli quattro giorni dal voto referendario sono solo l’inizio di una vera e propria slavina di inizio primavera e quella che è emersa finora è solo la punta dell’iceberg di un sistema di potere corrotto di cui dobbiamo liberarci al più presto se vogliamo che l’Italia riprenda a volare e ritrovi il posto che le spetta in un contesto internazionale in rapida trasformazione, ma ancora caratterizzato da gravi minacce alla stessa sopravvivenza dell’umanità ed a migliaia di anni di storia della civiltà.






