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Il ministro a Messina assicura: "Sarà monumento che tutti ci invidieranno"

Si chiamerà il Ponte della Pace. Lo ha annunciato Matteo Salvini, ieri pomeriggio, a Messina. Lo ha ripetuto, scandendo le parole, per tre volte: "ponte della pace, la pace militare, la pace sociale". Si riferiva alle guerre che stanno travolgendo il mondo e si riferiva anche alla politica italiana.

La Lega riparte da qui, dopo la sconfitta del governo al referendum. La piazza era piena, c'era entusiasmo. Certo, nel centrodestra si sente forte la botta del referendum perduto, ma ieri la manifestazione pro-ponte era una cosa più grande e più larga del centrodestra. C'era il popolo che vuole le grandi opere, vuole il ponte sullo stretto, vuole una prospettiva nuova per la Sicilia e per la Calabria. Sul palco, accanto al capo della Lega, al governatore Schifani, all'onorevole Siracusano, a Ciccio Cannizzaro, candidato sindaco a Reggio, c'era anche Vincenzo Bianco. Ricordate? È stato ministro dell'Interno, è stato sindaco di Catania, è uno dei fondatori del Pd. Ha detto: "Io sono di sinistra ma sono stato da sempre favorevole al Ponte e lo sono ancora. Non cambio idea perché lo propone un governo di destra".