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Ultimo aggiornamento: 9:07

Una carriera lampo minata dall’accusa di aver contribuito a pilotare un maxi appalto da 400 milioni di euro. Così ora Rete Ferroviaria Italiana – società del gruppo Fs – ha avviato un’indagine interna per verificare l’operato del suo top manager indagato. Sono infatti appena tredici i mesi che separano la nomina di Raffaele Barrile a responsabile della Cybersecurity in Rfi, avvenuta il 7 marzo 2023, dall’episodio contestato dalla Procura di Roma, datato 19 aprile 2024. Secondo i pm capitolini, il manager del gruppo Fs ha fornito al responsabile Tim per la rete ferroviaria, Carlo Antonello Bisi, la bozza del capitolato tecnico poi condivisa (e addirittura modificata) con l’imprenditore Francesco Dattola. Sospetto che ha portato i magistrati a ipotizzare per i tre il reato di turbata libertà degli incanti. L’episodio è tra quelli che i pm capitolini hanno inserito nell’inchiesta sul giro di corruzione e gare truccate che ha portato giovedì mattina la Guardia di Finanza a perquisire varie sedi istituzionali – oltre a Rfi – come il Teledife del Ministero della Difesa, il Polo Strategico Nazionale e la partecipata Terna Spa.