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Ultimo aggiornamento: 18:27
Si potrà rivedere la non convincente sentenza del 25 febbraio scorso che in primo grado aveva condannato a 5 anni e 3 mesi solo Marco Albanesi (capro espiatorio), il tecnico allora responsabile della unità manutentiva di Rete ferroviaria italiana, mentre furono assolti gli alti dirigenti dell’epoca, compreso l’ex amministratore delegato di Rfi Maurizio Gentile. Una decisione che ora la procura di Milano vorrebbe rivedere presentando ricorso in appello dopo le otto assoluzioni per il disastro ferroviario di Pioltello del 2018 dove morirono tre passeggere. Secondo i pubblici ministeri, l’azienda ha dimostrato una sostanziale incapacità nel gestire l’infrastruttura ferroviaria e di assicurare le condizioni di sicurezza.
L’accusa ha chiesto che oltre ad Albanesi siano condannati per omicidio plurimo e disastro ferroviario colposi, oltre a Gentile, anche gli altri manager tra cui Vincenzo Macello, l’ex direttore territoriale della Lombardia diventato successivamente recordman tra i commissari per le grandi opere, visto che sta vigilando su sette grandi opere ferroviarie – dall’Alta velocità Brescia-Verona-Padova al raddoppio della Genova-Ventimiglia, fino alla linea Roma-Pescara, passando per il nodo di interscambio Pigneto, fino alla Ciampino-Capannelle, alla Venezia-Trieste e all’Orte-Falconara – e Umberto Lebruto, ex direttore di Produzione di Rfi Lombardia che, dai tanti incarichi di rilievo avuti dopo l’incidente, è stato recentemente nominato Amministratore italiano della Galleria di Base del Brennero.







