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Il tribunale: esiste il diritto di cronaca e di critica
Anche se non è un giornalista, Fabrizio Corona gode ugualmente del diritto di cronaca e di critica: e quindi le sue "uscite" sui social possono essere oscurate solo quando trascendono nell'insulto, come quando ha definito Alfonso Signorini "lurido porco", o quando ha pubblicato una fotografia nuda dello stesso Signorini, o lo ha accusato senza prove di ricattare sessualmente gli aspiranti ospiti del Grande Fratello. Per questo il sequestro urgente e integrale dei contenuti relativi a Signorini e dei dispositivi di Falsissimo e degli altri canali di Corona, disposto il 26 gennaio scorso da un giudice milanese, viola in parte la libertà di espressione. Lo ha deciso ieri il tribunale di Milano con una nuova ordinanza: restano in piedi l'ordine di rimuovere dal web i contenuti offensivi. Tutto il resto potrà restare online.
La nuova puntata dello scontro giudiziario tra Corona e Signorini porta la firma della Prima sezione civile del Tribunale, presieduta dal giudice Andrea Borrelli. L'ordinanza viene letta in modo opposto dalle due parti: per gli avvocati di Signorini, cioè Domenico Aiello e Daniela Missaglia, si tratta di una vittoria perché "la decisione afferma con chiarezza che la libertà di espressione non può essere utilizzata per attribuire fatti gravissimi in assenza di qualsiasi riscontro". Per Ivano Chiesa e gli altri legali di Corona, l'ordinanza di ieri è invece "una seppur parziale vittoria" per il loro assistito.









