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Rubio: "Dossier in arrivo, operazioni per due settimane". Il G7 Ue: de-escalation subito. Israele: "Avanti". Raid sulle centrali. L'ipotesi: armi per Kiev in Medioriente
A un mese esatto dall'inizio della guerra contro l'Iran, il segretario di stato Marco Rubio assicura che gli Stati Uniti prevedono di concludere le operazioni militari nelle "prossime due settimane". Mentre Donald Trump si prende altro tempo per dare una chance alla diplomazia con una nuova sospensione degli attacchi contro le infrastrutture energetiche del nemico. In queste ore, gli Usa attendono la risposta di Teheran al loro piano di pace: secondo Cbs il presidente e i massimi funzionari della Casa Bianca sono stati informati che la controproposta della Repubblica islamica è in arrivo e Rubio, a margine del vertice dei ministri degli Esteri del G7 in Francia (che chiede una immediata de-escalation), precisa che fino ad adesso "abbiamo avuto solo uno scambio di messaggi e segnali provenienti dal sistema iraniano, o ciò che ne rimane, che indicano la disponibilità a discutere di determinati argomenti". Il titolare di Foggy Bottom precisa in ogni modo che gli Stati Uniti possono ancora raggiungere i loro obiettivi senza l'impiego di truppe di terra. Trump, da parte sua, ripete che "in Iran stiamo andando davvero bene", e l'inviato speciale Steve Witkoff conferma l'esistenza del piano in 15 punti, con il Pakistan nel ruolo di mediatore.






