Al 161 di via degli Angeli c’era un’anarchica, almeno fino al 2018, e non una qualunque. Occupante abusiva di un immobile che il Comune di Roma avrebbe dovuto vendere già nel 1996 e di cui ora sembra sapere poco o nulla. Oggi, sul citofono si legge il nome «Mercogliano», l’anarchico morto una settimana fa nel crollo di un casale abbandonato al parco degli Acquedotti, dove, secondo chi indaga, si era messo a costruire un ordigno insieme a Sara Ardizzone, anche lei deceduta nell’esplosione del casolare. Ma prima di Alessandro Mercogliano un’altra militante ha trovato casa in quello stesso locale in cui, una volta, c’erano i Servizi sociali municipali. Un alloggio nella lente dell’antiterrorismo che almeno fino al 2018 è stato di proprietà comunale. Oggi chissà. Al dipartimento Patrimonio «risulta dismesso», fanno sapere dall’assessorato, ma l’atto di vendita si cerca da giorni e ancora non si trova.