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Scarpinato usa querelare chiunque abbia scritto che la celebre inchiesta "mafia e appalti" sia stata archiviata il 13 luglio 1992, solo tre giorni dopo la strage di via D'Amelio che uccise Paolo Borsellino

Due cose. La prima è che a Lodi, due giorni dopo la vittoria del No al referendum, un pm di 36 anni (donna) ha chiesto tre anni e mezzo di carcere per il collega Piero Sansonetti, volto televisivo e imputato di diffamazione per querela degli ex magistrati Roberto Scarpinato e Guido Lo Forte, il primo poi divenuto senatore grillino. Parentesi: Scarpinato usa querelare chiunque abbia scritto che la celebre inchiesta "mafia e appalti" sia stata archiviata il 13 luglio 1992, solo tre giorni dopo la strage di via D'Amelio che uccise Paolo Borsellino, il quale quell'inchiesta aveva inseguito al pari Giovanni Falcone. Dicevamo: tre anni e mezzo di carcere, anche se la Corte costituzionale (2021) ha chiarito che la galera per diffamazione può esserci solo in casi di gravità eccezionale. Ora: speriamo che Nicola Gratteri, quando ha detto a un altro giornalista "dopo il referendum faremo i conti", scherzasse o parlasse a titolo personale; tra l'altro, poi, un giudice di Lodi (donna) non ha accolto la richiesta abnorme contro Sansonetti, ma lo ha comunque condannato a pagare 104mila euro. E ieri, a Sansonetti, di querela di Scarpinato ne è arrivata un'altra. Diteci voi, in generale, se il segnale non sia brutto, diteci voi se il calendario non lo renda peggiore, diteci voi se altre improvvise inchieste (Giornale di oggi) non giustifichino malizie.