Roma, 26 mar. (askanews) – Un piano promozionale straordinario per rilanciare il vino italiano negli Usa colpito dai dazi di Trump, dopo che il 2026 si è aperto con un calo in valore del 28% nei primi due mesi rispetto al 2025. E’ uno dei temi al centro dell’incontro promosso a Palazzo Rospigliosi a Roma da Coldiretti e Filiera Italia nell’ambito delle iniziative per il Vinitaly, con la presenza di decine di buyer americani assieme ad istituzioni, imprese, rappresentanti del commercio internazionale ed esperti di mercato, per analizzare criticità e individuare strategie concrete di rilancio e tutela dell’export vitivinicolo italiano.
SI tratta del primo atto di un percorso che nei prossimi mesi vedrà Coldiretti impegnata con una serie di iniziative per sostenere le cantine nazionali, a partire dalla presenza al Fancy Food di New York e ai Mondiali di Calcio, per contrastare l’effetto dei dazi e delle tensioni geopolitiche e rilanciare consumi in un mercato chiave.
Il settore vitivinicolo italiano costituisce infatti uno dei pilastri dell’agroalimentare nazionale e uno dei principali motori dell’export Made in Italy e gli Stati Uniti rappresentano da soli il 23% delle esportazioni vinicole italiane nel mondo. Una rilevanza strategica oggi sotto pressione per l’introduzione dei dazi che hanno penalizzato la competitività dei prodotti italiani, aggravata anche dall’andamento sfavorevole del cambio euro/dollaro, che incide sui margini delle imprese. Il risultato è un calo del 9% in valore nel 2025 rispetto all’anno precedente. Ma il vino sconta anche il rallentamento dei consumi e i mutamenti nelle preferenze dei consumatori, mentre cresce la concorrenza di altri Paesi produttori e di vini alternativi. A ciò si aggiungono tensioni geopolitiche, costi di produzione elevati e la necessità di rafforzare il posizionamento del vino italiano lungo tutta la catena del valore.







