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Ultimo aggiornamento: 14:33

di Riccardo Capanna

Mentre l’Occidente guarda fuori dalla porta, tra Afghanistan e Pakistan si consuma la più grave crisi dal ritorno al potere dei talebani, il 15 agosto 2021. Secondo stime accreditate, nelle prime tre settimane di scontri più di mille persone sono morte e 100mila sfollate; le autorità afghane hanno denunciato 400 vittime solo a Kabul nell’ultima settimana. Un’apparente crisi di confine vecchia di due secoli può, in realtà, ridisegnare il panorama geopolitico dell’Asia centrale.

Tra le diplomazie internazionali, la Cina si è dimostrata quella più impegnata nella risoluzione del conflitto a causa dei molteplici interessi che ha nella regione. Il Pakistan è da sempre uno “Stato cliente” di Pechino, come definito dal Financial Times il 23 marzo: per il Paese, infatti, passa una tratta importante della Nuova Via della Seta; in cambio, la tecnologia con cui Islamabad ha sviluppato il nucleare negli anni Novanta era di origine cinese.