Da una parte, l’avvio di colloqui mediati dal Pakistan per trovare un’intesa che porti alla fine del conflitto. Dall’altra la messa a punto di un piano militare per un’eventuale invasione di terra qualora non si registrassero progressi diplomatici. È questo lo scenario sul fronte Usa, mentre l’Iran predispone un piano di risposta piazzando delle mine e dispiegando ulteriori effettivi militari e sistemi di difesa aerea sull’isola di Kharg, in preparazione di una possibile operazione di Washington volta ad assumere il controllo dell’isola. Tuttavia, alcuni funzionari statunitensi ed esperti militari hanno affermato, parlando con Cnn, che un’operazione di terra di questo tipo comporterebbe rischi significativi, tra cui un elevato numero di vittime americane. L’isola dispone di difese a più livelli e nelle ultime settimane gli iraniani vi hanno trasferito ulteriori sistemi missilistici guidati terra-aria lanciati a spalla, noti come Manpads, hanno riferito le fonti. L’Iran ha inoltre disseminato trappole, tra cui mine antiuomo e anticarro, lungo il perimetro dell’isola, hanno aggiunto le fonti, anche lungo la costa dove le truppe statunitensi potrebbero eventualmente organizzare uno sbarco anfibio se il presidente Donald Trump decidesse di procedere con un’operazione di terra. Un fermento, su entrambi i fronti, che non pare affievolirsi nel giorno in cui il Pakistan conferma l’avvio di colloqui indiretti mediati proprio da Islamabad.
Usa e Iran tra colloqui di pace e piani di invasione: il difficile equilibrio
Trump minaccia l'invasione dell'isola di Kharg mentre il Pakistan avvia colloqui di pace tra USA e Iran. La strategia della Casa Bianca









