Viene ritrovato ora, grazie a una indagine internazionale che ha fatto luce su una rete di riciclaggio, il patrimonio milionario dell’attrice Ursla Andress. La Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Firenze, con la Guardia di Finanza, ha disposto il sequestro di beni, opere d’arte e disponibilità finanziarie per circa 20 milioni di euro riconducibili, secondo le indagini, alla gestione illecita dei patrimoni dell'attrice svizzera, parte offesa nell'inchiesta.

Andress, che ha compiuto 90 anni lo scorso, è stata la prima Bond-Girl del cinema, immortalata con il leggendario bikini bianco in 'Agente 007 - Licenza di uccidere' (1962) su una spiaggia dei Caraibi, davanti ad un incantato Sean Connery nei panni dell'agente segreto. A raccontare la vicenda è stata la stessa attrice attraverso il quotidiano elvetico «Blick»: «Sono ancora sotto shock - aveva detto - sono stata scelta deliberatamente come vittima. Per otto anni sono stata adulata e manipolata. Hanno mentito senza scrupoli, sfruttando la mia fiducia in modo perfido e criminale».

Il principale accusato è Eric Freymond, ex gestore patrimoniale di Ginevra, già noto per controversie simili, tra cui un contenzioso con Nicolas Puech, erede della maison Hermès. Secondo le indagini raccontate dal giornale svizzero, Freymond avrebbe drenato il patrimonio di Andress investendo in titoli di scarso valore e conducendo operazioni opache all’insaputa della cliente. Parte dei fondi sarebbe stata destinata all’acquisto di opere d’arte, intestate alla moglie del gestore.