Le diagnosi di autismo sono in rapido aumento in diversi paesi Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, che comprende in tutto 38 paesi nel mondo), con tassi di crescita annuali medi, nell'ultimo decennio, che si aggirano intorno al 6-10%.

Tale elevata crescita annuale si traduce nell'arco di 15 anni in oltre un raddoppio dei casi (+2,5 volte se l'aumento annuale è del 6%) fino a un numero di casi quadruplicato in 15 anni (+4 volte se l'aumento annuale è del 10%).

È quanto emerge nel rapporto Ocse dal titolo Policy Responses to Rising Autism Diagnoses in Childhood che, però, non comprende tutti i paesi, ma solo Australia, Canada, Danimarca, Estonia, Francia, Germania, Israele, Paesi Bassi, Svezia, Regno Unito e Stati Uniti.

Spicca il dato israeliano: la crescita annuale eccezionalmente elevata in Israele (+16% annuo) corrisponde a un aumento di quasi 10 volte in 15 anni; Israele è l'unico tra i paesi esaminati dove è sufficiente avere una diagnosi di autismo per acquisire il diritto all'assegno per figli disabili.

Questo rapido aumento dei casi, si legge nel rapporto, riflette diversi fattori tra cui l'evoluzione dei criteri diagnostici, la crescente consapevolezza dell'autismo, la sorveglianza precoce dello sviluppo. Di conseguenza, la domanda di valutazioni diagnostiche è cresciuta in molti paesi e, in alcuni casi, è stata accompagnata da una crescente domanda di sostegno finanziario e servizi specializzati, in particolare interventi precoci nell'infanzia e un'offerta educativa personalizzata.