Da sempre era convinta di valere meno degli altri e si considerava. Poi, dopo anni di confusione, in età ormai adulta è arrivata la diagnosi di ADHD ed è stato il momento in cui Matilda Boseley, oggi giornalista premiata del Guardian Australia, ha incontrato il suo cervello, scoprendo che invece poteva avere qualche cosa di diverso, forse anche di più degli altri. Una risposta che in un primo momento l’ha spaventata ma che poi l’ha resa felice. E su questa sua esperienza è deciso di scrivere un testo che avrebbe voluto leggere in quegli anni di buio, in cui non capiva cosa accadeva. Così ha scritto il libro, ora tradotto in Italia, L’anno che ho incontrato il mio cervello (edizioni Erickson).

Matilda Boseley, perché la diagnosi di ADHD è stata la cosa più bella che le sia mai capitata?

“È stato come se improvvisamente tutto avesse trovato un senso. Tutte le cose con cui avevo sempre lottato avevano una spiegazione e, cosa più importante, mi ha permesso di perdonare me stessa per quello che mi aveva messo in crisi. Avevo passato tanto tempo a tormentarmi, sentendomi peggiore di tutti, pigra, egoista o cattiva, solo perché gli altri ce la facevano e io no. La diagnosi mi ha aperto nuove possibilità di usare il mio cervello e migliorarlo, invece di ripetermi continuamente "devi fare di meglio". Avevo capito che avevo altre qualità come, ad esempio, la creatività”.