Santeramo in Colle (Bari). Dentro, un set fotografico inquadra eleganti salotti da mostrare al prossimo Salone del Mobile. Fuori, una bandiera dei sindacati segnala l’allarme per lo stallo della vertenza che pende come una minaccia sull’intero distretto tra Puglia e Basilicata.

Soffia un vento insidioso quando entriamo nel quartier generale di Natuzzi a Santeramo in Colle, Bari. Qui dove il sogno di un ex ragazzo del ‘59 di portare la «bellezza e l’armonia della mia terra nel mondo»- recita un manifesto col profilo di Pasquale Natuzzi - ha contribuito a creare una dimensione industriale in un’area a prevalente vocazione agricola.

Lo stallo della vertenza

Così ora fa tremare lo stallo della vertenza intorno alla chiusura di uno stabilimento con 280 dipendenti e un piano complessivo di dimezzamento dell’organico (ora 1800 dipendenti) con vari strumenti e uscite volontarie. «Dramma nel dramma - avverte il segretario provinciale Fillea Cgil, Ignazio Savino - la posizione di tantissime donne, circa la metà, che tornerebbero indietro di 30 anni». «Perderemmo autonomia, emancipazione e dignità», si infervorano alcune addette a taglio e cucito.

Le ricadute sul distretto