LAMON (BELLUNO) - Padre Virgilio Pante “l’africano”, prete da 55 anni di cui gli ultimi 25 da vescovo, compie 80 anni. Tornato al paese natio a febbraio per riabbracciare i familiari, si è ritrovato a sostituire il parroco che ha avuto un incidente stradale. «Qui sull’altopiano ritrovo i dolci ricordi di mamma e papà e di quando ero bambino, ma non vedo l’ora di tornare in Kenya dove vorrei concludere i miei giorni terreni. Ripartirò i primi di maggio». Per l’importante traguardo raggiunto, al religioso sono arrivati gli auguri da ogni dove. A dimostrazione dell’affetto e della stima nutriti nei suoi confronti.
«I miei genitori -ripercorre- erano Francesco Alberto e Teresa Tiziani. Hanno avuto sette figli e quattro hanno intrapreso il cammino di fede. La primogenita è Cecilia, del 1944, suora di clausura in provincia di Udine. Poi ci siamo io del ‘46 e Pierino, del 1947, pensionato ma anche accolito, prezioso aiutante in queste mie settimane a Lamon perché mi fa da sacrestano e mi aiuta a portare la comunione ai malati. Nel ‘49 è nato invece Flavio, padre come me della Consolata di Torino, missionario in Congo: verrà a Lamon a maggio a festeggiare il suo cinquantesimo di sacerdozio. Angelina, infermiera in pensione, è invece del 1951. Mentre Lucio, parroco a Tambre, è del ‘53. Il più piccolo, del 1956, è Remigio: è l’unico di noi fratelli che si è sposato e ha avuto figli, i miei nipoti Daniele e Francesca». Padre Virgilio ha frequentato le scuole elementari a Lamon, le medie al seminario di Feltre e le superiori al liceo Lollino di Belluno. Dopo il diploma si è trasferito a Torino, all’Istituto Missioni Consolata, dove ha studiato filosofia e teologia. È stato successivamente ordinato prete a Lamon, dal vescovo Gioacchino Muccin, il 26 dicembre 1970.






