Il Papa, nell'udienza generale, ha ripercorso il suo viaggio in Africa.
"In Algeria ho ricevuto un'accoglienza non solo rispettosa ma cordiale, e abbiamo potuto toccare con mano e mostrare al mondo che è possibile vivere insieme come fratelli e sorelle, anche di religioni diverse, quando ci si riconosce figli dello stesso Padre misericordioso", ha detto mettendo in evidenza che questa tappa è stata importante anche "per mettersi alla scuola di Sant'Agostino".
"Mi sono trovato, da una parte, a ripartire dalle radici della mia identità spirituale e, dall'altra, ad attraversare e consolidare ponti molto importanti per il mondo e la Chiesa di oggi: il ponte con l'epoca fecondissima dei Padri della Chiesa; il ponte con il mondo islamico; il ponte con il continente africano", ha sottolineato il Pontefice.
"Nei successivi tre Paesi che ho visitato, la popolazione è invece a larga maggioranza cristiana, e dunque mi sono immerso in un clima di festa della fede, di accoglienza calorosa, favorito anche dai tipici tratti della gente africana. Ho sperimentato anch'io, come i miei predecessori, un po' di quello che accadeva a Gesù con le folle della Galilea", ha aggiunto Leone XIV.







