L’attacco filmato e trasmesso in streaming su Telegram, ovvero la stessa inquietante platealità dei terroristi dell’Isis, di Brenton Tarrant lo stragista di Christchurch, di Ezekiel Kelly il “lupo solitario” di Memphis. Però qui bisogna immaginarsi un ragazzino tredicenne, il volto imberbe da angioletto senza macchia. Che per assurgere a spietato vendicatore delle sue ossessioni - un pugno di voti insufficienti e piccole beghe tra compagni - si trasforma in una specie di soldato di Call of Duty in missione a scuola. Giorgio, lo chiameremo così, con un nome di fantasia.

I video tutorial

Un po’ Rambo, un po’ piccolo chimico, un po’ cow boy che esce di casa e si incammina a piedi come si va in guerra. La maglietta con scritto “vendetta” che se non fossimo di fronte a un tentato omicidio lo renderebbe quasi grottesco; i pantaloni mimetici e l’imbragatura per pistola tipo softair (le tattiche militari simulate); lo zaino con dentro una pistola scacciacani. Ma il dramma è che qui è tutto vero: il coltellaccio da sopravvivenza, il “ferro” a salve, le gelatine e i reagenti potenzialmente esplosivi custoditi a mo’ di arsenale nei vasetti di vetro in camera. E verissimi sono i video caricati su Tik Tok dove Giorgio mostra quanto è bravo a maneggiare il materiale che serve per fabbricare un ordigno fai da te. Dopo avere “studiato”, ovviamente. «Non pensavamo di trovare questa roba a casa di un adolescente, poco più di un bambino. In un contesto diciamo non sospetto, o comunque disallineato rispetto a certe realtà», ragiona un uomo vicino alle indagini sull’aggressione a coltellate alla “Leonardo da Vinci” di Trescore Balneario. Ma tant’è.