Le scelte di stile dell’artista trasformano il palco in un atlante visivo dove convivono balletto, pittura spagnola, cinema d’autore e costume storico. Un racconto dei riferimenti culturali e degli abiti che hanno definito la nuova estetica tra sacro e profano dell’artista

di Anna Maria Giano

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Nel Lux Tour, che ha debuttato in Francia il 16 marzo tra Parigi e Lione e previsto in Italia, a Milano, il 25 marzo, Rosalía lavora sulla propria presenza scenica con un’attenzione quasi cinematografica. Il concerto procede come una sequenza di quadri in movimento, in cui la figura cambia lentamente e assume caratteri diversi nel corso dello spettacolo. La postura, il ritmo dei movimenti e la silhouette contribuiscono a costruire una figura scenica sempre riconoscibile e allo stesso tempo mutevole.

Alcune scene ricordano la pittura e in particolare i dipinti di Degas e Goya, per la posizione del corpo e per l’intensità dello sguardo. In altri momenti la performance sembra appartenere al cinema europeo degli anni Sessanta e Settanta, dove il corpo diventa presenza visiva e parte della composizione della scena. Il concerto assume così la forma di una narrazione per immagini, più vicina al teatro e al cinema che al concerto pop tradizionale. All’interno di questo progetto visivo i costumi hanno un ruolo determinante perché definiscono la silhouette e quindi il modo in cui il corpo occupa il palco.