Non entra in scena: appare. Rosalía conquista l'Unipol Forum di Assago come una visione sospesa tra sacro e desiderio, tra disciplina e vertigine.
Il pubblico milanese, 11.500 spettatori in un sold out totale, la accoglie come un'apparizione: immobile, scolpita nella luce, body bianco, tutù rosa, sulle punte come una ballerina uscita da un quadro impressionista.
Attorno, un'orchestra di venti elementi disposta al centro del pubblico, in una buca a forma di croce, a suggellare la natura quasi liturgica del "Lux Tour".
Poi il corpo si anima e il concerto prende fuoco.
Per due atti e dieci canzoni complessive, Rosalía domina la scena con una performance magnetica, potente, in equilibrio costante tra tensione spirituale e impulso carnale. Brani come "Divinize", "Mio Cristo piange diamanti" e la trascinante "Berghain" restituiscono tutta la forza di un progetto artistico ambizioso, colto e insieme popolare, capace di fondere flamenco, elettronica e suggestioni operistiche. Fino a quel momento, nulla lascia presagire quanto accadrà di lì a poco. L'artista appare in pieno controllo, vocalmente impeccabile, scenicamente ipnotica.










