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Roma, 25 mar. (askanews) – Si è tenuto in questi giorni a Roma il Summit delle Forze Terrestri Africane 2026, tappa fondamentale, in quanto forum guidato dall’Esercito degli Stati Uniti d’America e specificamente concepito per mettere in contatto i leader africani con esperti del settore a livello globale. Una quarantina di Paesi rappresentati, oltre 300 alti ufficiali e membri del personale militare. A chiudere i lavori il generale John Brennan, vice comandante di United States Africa Command (AFRICOM), uno degli 11 comandi combattenti unificati del Department of War statunitense con sede a Stoccarda, in Germania.
Il primo giorno del summit il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Carmine Masiello aveva sottolineato come le attuali dinamiche del contesto internazionale siano sempre più complesse, caratterizzate da una crescente integrazione tra dimensione tecnologica e informativa, che impone risposte coordinate, tempestive e fondate su una visione strategica condivisa. Il brigadiere generale dei Carabinieri Giuseppe De Magistris, direttore aggiunto Centro Alti Studi Difesa ha toccato numerosi punti chiave relativi al continente africano, spaziando dal cambiamento climatico e il degrado ambientale sino alle minacce costituite dal terrorismo e dai gruppi di militanti islamisti. E il tema dell’ALFS 26 era appunto “Potenziare la sicurezza condivisa attraverso l’intelligence, l’innovazione e l’industria”, a riflettere la crescente importanza attribuita al collegamento tra la leadership militare e le competenze del settore privato.






