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25 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 18:33
È una vittoria amara, ma in Danimarca il Partito Socialdemocratico guidato da Mette Frederiksen rimane il più rappresentato nel nuovo Parlamento. Ed è un voto su cui si dovrà necessariamente riflettere perché è il risultato di una serie di fattori: la ferma posizione della premier socialdemocratica sul ‘nodo Groenlandia’ nelle mire di Donald Trump non è bastata a portare una maggioranza più solida, mentre hanno avuto un loro peso specifico una serie di questioni spinose, come quella legata agli allevamenti di maiali di cui la Danimarca è uno dei maggiori esportatori. Di fatto, per oltre un mese, il dibattito si è concentrato sul Green Tripartite Agreement, l’accordo storico che prevede la prima carbon tax al mondo sulle emissioni del bestiame e che preoccupa, non poco, gli allevatori. E il voto mostra quanto nel Paese convivano ambizioni green e richieste che arrivano dal settore zootecnico. Specchio di quanto accade in molti Paesi europei, Italia in primis, a dimostrazione nella centralità della discussione sul futuro del modello agricolo europeo.
Le elezioni, di fatto, si sono chiuse con 84 seggi per il blocco rosso, centro-sinistra, guidato dalla socialdemocratica Fredriksen, sette di vantaggio rispetto al blocco blu, conservatore, guidati dal Liberale Troels Lund Poulsen (77 seggi). I Moderaterne, centristi (blocco viola) detengono 14 seggi e avranno un ruolo chiave nel formare una maggioranza che necessita un quorum di 90 seggi nel Folketinget, il parlamento danese. Morale: i socialdemocratici di centro-sinistra hanno perso terreno rispetto alle ultime elezioni del 2022, così come i suoi due partner nel governo uscente. Né il blocco di sinistra, né quello di destra hanno ottenuto la maggioranza in parlamento. Non è bastato neppure il tema Groenlandia a dare una spinta maggiore. E dire che Mette Frederiksen, in cerca del suo terzo mandato, ha indetto le elezioni a febbraio, diversi mesi prima del termine previsto, nella speranza di trarre il massimo vantaggio dalla risoluta presa di posizione assunta sulla questione Groenlandia. La verità, però, è che nel corso del suo secondo mandato, il suo sostegno è diminuito a causa di una serie di fattori, come l’aumento del costo della vita, i nodi delle pensioni e del welfare e il dibattito su una possibile tassa patrimoniale. Ma se era scontato che si discutesse di questi temi nel corso della campagna elettorale, quello che nessuno si aspettava è che lo scontro si sarebbe acceso sulla questione dei maiali.











