Danimarca alle urne per eleggere i membri che siederanno al Christiansborgs sugli scranni del parlamento di Copenaghen, compresi i rappresentanti della Groenlandia.

Il governo uscente è quello guidato dalla premier socialdemocratica, Mette Fredriksen, formato da una coalizione di centro con partiti sia del centrosinistra che del centrodestra. I sondaggi indicano un probabile testa a testa tra i due principali candidati premier: la stessa Fredriksen e il suo ministro della difesa uscente, Troels Lund Poulsen, che in campagna elettorale si sono confrontati duramente su diversi temi di politica interna, dall'economia all'ambiente, scontrandosi persino su questioni molto sentite tra i danesi come quella sulle condizioni degli animali d'allevamento intensivo.

Sul fronte della politica estera e della difesa, invece, il fronte tra i due schieramenti appare più unito, con tutti i candidati che riconoscono la complessa situazione geopolitica in cui la Danimarca si trova, tra la 'guerra ibrida' contro la Russia e la delicata crisi diplomatica con gli Stati Uniti di Donald Trump sulla Groenlandia.

A prescindere dal risultato che uscirà dalle urne, comunque, è certo che per governare si dovranno ancora una volta formare delle coalizioni. E uno dei partiti chiave che può determinare la formazione di un futuro esecutivo è certamente quello dell'ex premier, nonché ministro degli Esteri uscente, Lars Lokke Rasmussen, con il suo partito centrista Moderaterne.