Oggi in Ue circolano 8 milioni di auto elettriche e il settore ha solo 3 anni di ritardo rispetto alla Cina. È questo che emerge dalla terza edizione del rapporto “State of European Transport", l’annuale analisi di Transport & Environment (T&E), principale organizzazione indipendente europea per la decarbonizzazione dei trasporti.

Nel 2020, l’UE e la Cina avevano la stessa quota di mercato nelle vendite di veicoli elettrici, ma le politiche industriali e di mercato coerenti a tutti i livelli hanno sostenuto una crescita continua del settore. In Europa, invece, dopo l’accelerazione legata al target di riduzione delle emissioni di CO₂ 2020–2021, la normativa ha smesso di stimolare i carmaker. Così, la Cina ha guadagnato terreno ma, grazie agli obiettivi sulle emissioni di CO₂ dalle nuove auto previsti per il 2025, oggi il ritardo accumulato dall’Europa nei confronti di Pechino è di “soli” tre anni. Un ritardo che, se i target climatici oggi in vigore saranno mantenuti, potrà essere colmato entro il 2030.

La Cina, infatti, sta procedendo a pieno ritmo sulla cleantech e l'elettrificazione, con aziende cinesi che producono il 60% delle auto elettriche vendute a livello globale, mentre la sua produzione di batterie è venti volte superiore a quella europea. Parallelamente, l'industria europea delle batterie si sta trasformando: aziende europee e cinesi, insieme a operatori sudcoreani già presenti, stanno ampliando la produzione di batterie nell’UE. Politiche e finanziamenti adeguati possono liberare l’enorme potenziale europeo in questo settore, con importanti ricadute anche sul fronte occupazionale.