Roma, 25 mar. (askanews) – E’ stato presentato oggi nella sede di Confagricoltura a Roma il Manifesto della salicoltura marina, una tappa importante del percorso iniziato poco più di due anni fa con la costituzione dell’ATS insieme alle saline di mare e la stessa Confederazione, finalizzata alla valorizzazione del comparto e alla sua inclusione nell’ambito delle attività agricole. L’iter ha permesso, con le tappe in Sicilia, Puglia, Sardegna ed Emilia-Romagna, l’acquisizione della piena consapevolezza, presso le istituzioni e l’opinione pubblica, della totale affinità tra la salicoltura e l’agricoltura tout court e la necessità di dare valore a un settore che porta economia, lavoro e turismo nei territori di competenza.

Oggi a Palazzo della Valle sono intervenuti il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, il direttore generale Roberto Caponi, i rappresentanti delle saline Giacomo D’Alì Staiti (Sosalt), Bruno Franceschini (Atisale), Piero Galli (Isola Longa), Enrico Morgante (Conti Vecchi) i docenti universitari Saverio Russo e Giacomo Del Chiappa e il capo progetto Ciro Zeno. Il confronto si è aperto anche all’esperienza francese delle Salins du Midi (con Aude Yvon) che hanno avuto la possibilità, in quanto ‘agricole’, di incrementare la propria competitività facendo ricorso, ad esempio, agli strumenti che l’agricoltura mette a disposizione sul fronte della gestione del rischio. Gli effetti degli episodi climatici estremi incidono infatti fortemente sulla coltivazione del sale, come è successo recentemente in Sicilia con il ciclone Harry o, qualche anno fa, con l’alluvione in Romagna.