La testimonianza di due studenti universitari genovesi che lavorano per Arci. Lei si occupa dello sportello migranti, lui di lotta alla dispersione scolastica

Aurora Pesce

Genova – Una scelta di pace, in tempo di guerra. «Un’esperienza che ci ha fatto crescere. E che consigliamo a tutte le ragazze e ai ragazzi». Aurora Pesce e Carlo Ortale – entrambi genovesi, entrambi studenti universitari - un anno fa hanno scelto di candidarsi per il servizio civile universale in Arci.

Sono stati mesi di impegno su due progetti diversi: Aurora allo sportello migranti dove in particolare, ha affiancato le donne straniere nell’apprendimento della lingua italiana; Carlo accanto ai ragazzi di Cornigliano, per contrastare la dispersione scolastica di giovani e giovanissime.

Aurora Pesce ha 27 anni, studia Lettere moderne «e faccio qualche lavoro, dalla babysitter all’aiuto agli studenti con le ripetizioni». Il servizio civile l’ha scelto quasi sul filo dell’età massima consentita (perché il bando è rivolto a chi ha dai 18 ai 28 anni). «Mi sono detta “O lo faccio ora o mai più» racconta. E un’esperienza, in particolare, l’ha spinta a non farsi sfuggire l’opportunità: «Una mia amica è angolana, è arrivata in Italia un paio di anni: dove abitava lei era un susseguirsi di guerriglie interne. Mi hanno colpito profondamente e negativamente tutte le difficoltà che ha avuto nel reperire i documenti necessari. Anche per questo ho deciso di farmi avanti».