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Dalle Regionali al referendum, sfilza di sconfitte dove non c'è più il reddito
C'è un problema Sud per il centrodestra. Il referendum ha confermato un trend negativo per la coalizione di governo nel Mezzogiorno, con numeri preoccupanti. In Campania il No ha stravinto, con punte del 71% nella provincia di Napoli. In Sicilia, regione governata dal centrodestra (ma le elezioni risalgono al 2022), altro cappotto (61%). Stesso discorso in altre due regioni "di centrodestra", la Basilicata e il Molise, per non parlare della Puglia. La mappa (qui a fianco) del voto nelle regioni del Mezzogiorno è una distesa rossa, al massimo rosa (con l'eccezione della provincia di Reggio Calabria, miracolo di Sant'Occhiuto). Ma appunto la bocciatura plebiscitaria della riforma Nordio al Sud è l'ultimo capitolo di una storia che si compone di diverse capitoli. La più recente sono le elezioni regionali dello scorso novembre, in Campania e in Puglia. Due vittorie schiaccianti del centrosinistra. Prima ancora, nel 2024, il centrodestra aveva perso in Sardegna, e nello stesso anno alle Europee i partiti di centrodestra sono stati i più votati a livello nazionale, ma non al Sud, dove la somma Pd, M5s e Avs li ha superati.






